Lista civica di provocazione

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22 marzo 2015

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Lista civica di provocazione

Tre amici e un sogno. Al suo secondo film Pasquale Falcone, regista e attore di Cava dei Tirreni, prova a rilanciare la commedia napoletana che negli ultimi tempi ha perso mordente e appeal. «Lista civica di provocazione» conferma i pregi e i difetti che caratterizzano da alcuni anni la produzione comica campana: attori bravi e disinvolti, dialoghi brillanti, tipologie schizzate con affettuoso orgoglio campanilista, ma anche sketch di matrice teatrale e televisiva, pressappochismo tecnico-formale, mancanza del guizzo vincente. Interamente girato a Cava, il film di Falcone racconta la vicenda di Orazio, Oreste e Oronzo, tre amici imprenditori che sognano di aprire un ristorante a Cuba e si vedono soffiare un importante appalto che doveva fruttare la somma necessaria per l’operazione. Per vendicarsi decidono di presentarsi alle elezioni comunali con una lista civica un po’ qualunquista e oltre ogni previsione di sostenitori e avversari, Orazio è eletto sindaco. Ma un’inaspettata vincita miliardaria al Lotto riaccende nei tre il desiderio di trasferirsi a Cuba, fuggendo così dalle rispettive mogli separate o fidanzate. I tre protagonisti Maurizio Casagrande, Antonio Stornaiolo e lo stesso Falcone interagiscono con una certa disinvoltura, circondati da consumati attori come Antonio Casagrande, che cesella un professore di filosofia, Rosaria De Cicco (ripetitive però le sue persecuzioni del marito), Angelo Di Gennaro, Serra Yilmaz. Sulla commedia si allungano minacciose le ombre di Troisi e Salemme ma anche di un cabaret di routine. al.ca.

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